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SOGNO

“Sogno” è un’opera enigmatica, ma che una volta svelata racconta una dimensione di contrasti tra inconscio e conscio che devono affrontarsi. È un cuscino, un dono che tra spirito e materia svela paure arcaiche.

“Sogno” è la nuova opera tattile di Cristina Barbieri, pensata per una mostra che affronta la tematica della paura attraverso un cuscino imbottito di licheni stabilizzati. I licheni di colore grigio scuro, visibili dal foro centrale simboleggiano il “luogo dei sogni” ossia il cervello, mentre il cuscino stesso, linearmente alle ricerche di Barbieri, va visto come un oggetto di potere sciamanico dove all’interno vi è custodito il simbolo di potere. In molte culture sciamaniche, infatti, il sogno viene onorato come dono che riceviamo ogni notte, incubi compresi, poiché essi ci pongono dinnanzi alle nostre paure. Paure che inconsciamente dobbiamo affrontare. La centralità dell’opera, ispirata al capofaro Tulostoma Brumale (fungo che cresce tra muschio e licheni), è costituita da un’apertura che simboleggia la paura di sognare, sintomo di una società che reprime le ambizioni. “Sogno” apre un portale, uno spiraglio nelle nostre paure inconsce che affiorano e che dobbiamo affrontare (in questo caso toccare) affinché ciò che abbiamo sognato e ci ha turbato non accada realmente. Quando impariamo ad affrontarli, allora fronteggiamo anche le nostre paure. In quest’ottica, guarire dagli incubi comporta un superamento delle nostre paure. «La verità è che tutti abbiamo paura dei sogni e questo serve a non fare passi falsi. Sta lì la chiave e il foro nel tessuto è come una serratura. Hai la chiave?», commenta l’artista, la quale ancora una volta veste i panni della sciamana che invita a toccare questo cuscino con singolari simbologie ricamate a mano, come ad esempio i quattro soli negli angoli, i quali simboleggiano lo spirito, e i segni dorati posti ai lati del foro, che invitano la persona a liberarsi dalle paure proiettandola verso il poter liberamente sognare. Un altro livello di lettura dell’opera sta nei particolari ornamenti sciamanici medianici, rappresentati dalla piuma di quaglia associata alla protezione e alla chiaroveggenza, dal seme di acacia simbolo di saggezza e rinascita, e dal fungo essiccato, “firma” dell’artista. “Sogno” è un’opera enigmatica, ma che una volta svelata racconta una dimensione di contrasti tra inconscio e conscio che devono affrontarsi. È un cuscino, un dono che tra spirito e materia svela paure arcaiche.

Testo a cura di Fabiana Maiorano

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